«Stateci vicino, il 2019 dovrà essere l’anno del rilancio»

Riecco Pietro Sciotto. Anno nuovo, vita nuova per il presidente dell’Acr che torna a parlare dopo un lunghissimo silenzio. C’è una nave da “raddrizzare” dopo l’imbarazzante prima parte di stagione e soprattutto un futuro da delineare per chi in un anno e mezzo di gestione è ancora… al punto di partenza. Il 2018 è ormai in archivio e il nuovo anno partirà con l’avvio del girone di ritorno che vuole essere un nuovo inizio per il Messina. Rilancio in classifica e futuro del club nelle parole del patron giallorosso.
«Non è stato un anno positivo, non siamo riusciti a raggiungere i risultati sperati – afferma Pietro Sciotto – e per questo stiamo soffrendo insieme a tutti i tifosi. Ci rendiamo conto di non essere riusciti a trasmettere, sinora, il piacere di seguire le sorti della squadra con gioia e trasporto, anche a chi sta lontano da Messina. Sono tanti i messaggi di delusione e di sconforto ma proprio nei momenti difficili deve venire fuori l’attaccamento ai colori giallorossi e a quella maglia che abbiamo l’onore di indossare».
Presidente, perché la società è stata in silenzio negli ultimi mesi?
«È stata in silenzio pubblicamente, è vero. Ma non ha mai smesso di lavorare per tentare il cambio di rotta. Io e tutti i dirigenti siamo stati quotidianamente accanto alla squadra per motivarla e spingerla a dare sempre di più. Qualche segnale di cambiamento si è visto nelle ultime partite, soprattutto sulla solidità della difesa. Ma l’aspetto squisitamente tecnico non ci sta facendo perdere di vista quello programmatico. Io voglio rimanere presidente dell’Acr, voglio continuare ad impegnarmi per il Messina».
Ma i fatti dicono che la squadra è al terzultimo posto.
«Siamo stati sfortunati in alcune scelte tecniche che credevamo potessero farci disputare un campionato di vertice. Adesso mister Biagioni, Gianluca Torma e Salvo Castorina stanno facendo un gran lavoro, rivoluzionando l’organico e portando a Messina giocatori motivati ed orgogliosi di vestire la nostra maglia. Ancora manca qualcosa, lo sappiamo, ma confidiamo nell’arrivo al più presto del transfer di Amido Baldè ed in qualche altro innesto che l’area tecnica sta valutando».
Ha detto che vuol restare in sella all’Acr. Dopo i tanti errori commessi ci illustra i progetti per il futuro?
«Non abbiamo tempo per i rimpianti; siamo concentrati sul Messina di oggi e di domani nel senso che stiamo lavorando da agosto su un progetto a medio-lungo periodo. Non ci aiutano i risultati ma non ci siamo fermati o arresi perché non stanno arrivando».
Ci spieghi meglio.
«Una premessa, il nostro desiderio e la nostra volontà sono di parlare con i fatti. Lo scorso 30 ottobre è scaduto il termine fissato dal Comune per la presentazione delle manifestazioni di interesse a gestire gli impianti sportivi. La nostra società ha risposto presente chiedendo all’Ente proprietario la concessione per i prossimi 30 anni dello stadio “Celeste”. Trascorsa la scadenza contrattuale del 30 aprile faremo di tutto per portare avanti il progetto di riqualificazione già redatto dai nostri tecnici. Questo è un fatto. Dal “Celeste” passa tanto dello sviluppo della società, per l’attività del settore giovanile e della prima squadra. È la casa storica del Messina, dell’Acr Messina. Per non parlare di tutti gli adempimenti che abbiamo effettuato al “Franco Scoglio” per ottenere l’agibilità dello stadio grazie alla quale si possono disputare gli incontri casalinghi. Lavori grazie ai quali noi, ma anche l’altra squadra che ospitiamo (il Città di Messina, ndr), possiamo disputare le gare a porte aperte. E stiamo riorganizzando tutto il settore giovanile. L’obiettivo è quello di creare una scuola calcio che rifornisca la prima squadra e che abbia una funzione sociale per il territorio».
A proposito di “Franco Scoglio” sarà oggetto del bando di gara internazionale per la gestione pluriennale.
«E infatti stiamo lavorando, adesso, proprio per quello. Non si può immaginare una gestione del principale stadio cittadino, chiunque vincerà la gara, senza un legame forte e stretto con la squadra che rappresenta Messina, la squadra con cui si identificano tutti i tifosi giallorossi».
Ma se l’Acr Messina non dovesse gestire in prima persona il “Franco Scoglio” potrebbe essere necessario “concedere qualcosa”.
«Stiamo valutando ogni ipotesi. Siamo sempre stati aperti al territorio, sin da quando abbiamo preso la società e salvato il titolo di Serie D. Auspichiamo, anzi, un coinvolgimento del territorio e delle forze imprenditoriali, in qualsiasi modo o iniziativa possa essere utile alla crescita della società e del movimento. Per noi, che siamo prima di tutto tifosi del Messina, quello è il principale obiettivo».
Nel 2019 c’è da recuperare l’affetto dei tifosi.
«È vero. Ma è un affetto che, nonostante tutto, sentiamo molto presente. Perché sono tanti i messaggi e le attestazioni che ci arrivano. È bastato vincere una partita che è cambiato anche l’umore di chi vive con sofferenza questo momento di difficoltà. È chiaro, però, che dobbiamo dare risposte con i fatti, con i risultati. Abbiamo in cantiere tante iniziative ma sono state congelate perché in questo momento siamo concentrati sull’aspetto sportivo. Il rapporto con la città è forte, lo abbiamo visto anche in occasione della visita al “Verona Trento” o al Centro NemoSud. Un abbraccio ideale di tanti tifosi che ci ha emozionato e responsabilizzato ancora di più».
E cosa vorrebbe dire ai tifosi?
«Di starci vicino. Come ho detto all’inizio, non siamo riusciti ad ottenere i risultati che ci eravamo prefissi e di questo chiediamo scusa ai tifosi e a chi ha a cuore le sorti della squadra della città. Ma ci stiamo mettendo tanto impegno per rialzarci. Sono convinto che il 2019 ci regalerà quelle soddisfazioni che vogliamo e che renderebbero felici tutti gli sportivi messinesi».

di Marco Capuano (Gazzetta del Sud)